Ce ne sono stati tanti altri, di amori. Testo Cirano di Francesco Guccini, tra le cover di Sanremo 2021. Un emisfero lo dedica alla scienza, essendo biologo. La canzone è una penna e un foglio così fragili fra queste dita, è quel che non è, è l'erba voglio ma può essere complessa come la vita. Non ho parlato pure di canzoni comunque importanti che però io amo un po’ di meno, come “Asia”, come “Libera nos domine”, come “Il frate”, come “Antenor”, come “Argentina”, come l’amatissima “L’isola non trovata”, come “Milano”, come “Vite” (interpretata, se non mi sbaglio, pure da Adriano Celentano), ma va bene così…. Tutte partono da esperienze biografiche ed esperienze umane ralmente accadute, ma via via assumono identità e autonomia, e raccontano, quasi per contrasto, quel che a Guccini non va giù… E quindi “Io dico addio a chi si nasconde con protervia dietro a un dito, a chi non sceglie, non prende parte, non si sbilancia o sceglie a caso per i tiramenti del momento curando però sempre di riempirsi la pancia, e dico addio alle commedie tragiche dei sepolcri imbiancati, ai ceroni ed ai parrucchini per signore, alle lampade e tinture degli eterni non invecchiati, al mondo fatto di ruffiani e di puttane a ore, a chi si dichiara di sinistra e democratico però è amico di tutti perché non si sa mai, e poi anche chi è di destra ha i suoi pregi e gli è simpatico ed è anche fondamentalista per evitare guai a questo orizzonte di affaristi e d’imbroglioni fatto di nebbia, pieno di sembrare, ricolmo di nani, ballerine e canzoni, di lotterie, l’unica fede il cui sperare…” (da “Addio”); ma anche “Ma s’ io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, forse farei lo stesso, mi piace far canzoni e bere vino, mi piace far casino, poi sono nato fesso e quindi tiro avanti e non mi svesto dei panni che son solito portare: ho tante cose ancora da raccontare per chi vuole ascoltare e a culo tutto il resto!” (da “L’avvelenata”) e chiaramente pure “Non siamo la polvere di un angolo tetro, né un sasso tirato in un vetro, lo schiocco del Sole in un campo di grano, non siamo, non siamo, non siamo… Si fa a strisce il cielo e quell’ alta pressione è un film di seconda visione, è l’urlo di sempre che dice pian piano: non siamo, non siamo, non siamo…” (da “Quello che non”). Siete forse voi maschilisti? Cominciamo con “Due anni dopo” (“Visioni e frasi spezzettate si affacciano di nuovo alla mia mente, l’Inverno e il freddo le han portate, o son cattivi sogni solamente. Il ricatto del tempo che si fa giudice infingardo e che accorcia e che muta le dinamiche dei suoi abitanti umani in “Incontro” diventa dolce, tenero, sordido, perfido, bello, terribile e oserei dire quasi fisico, perché si risolve nella strofa finale che disimpegna nell’incanto l’ascoltatore, attratto inesorabilmente dalla chiosa “E pensavo dondolato dal vagone ‘Cara amica il tempo prende il tempo dà… Noi corriamo sempre in una direzione, ma qual sia e che senso abbia chi lo sa… Restano i sogni senza tempo, le impressioni di un momento, le luci nel buio di case intraviste da un treno: siamo qualcosa che non resta, frasi vuote nella testa e il cuore di simboli pieno’…”. Auralcrave è un marchio registrato. La canzone è una vaga farfalla che vola via nell'aria leggera, una … Le più belle frasi di Francesco Guccini, aforismi e citazioni selezionate da Frasi Celebri .it . Canzone dei dodici mesi: il mito del tempo. L’altro, è interamente per l'arte: musica, cinema e letteratura sono le sue dipendenze. Un uomo grande e grosso, di enorme ironia e di impatto imponente, un artista che, soprattutto, e più di tutto, è riuscito a trovare un pezzo da realizzare per ogni mio stato d’animo, mica poco. È proibito l’uso non autorizzato e/o la copia dei contenuti senza espressa autorizzazione da parte di Auralcrave. E oltre a quanto appena detto, affermo con rammarico e soddisfazione, con divertimento e con simpatia, con misura e dismisura, con sorriso e preoccupazione, che mi trovo in grossa difficoltà. Attiva/disattiva navigazione. È l’unica canzone che ha richiesto così tanto tempo, perché io in genere scrivo in una notte, al massimo finivo il giorno successivo. Io non credo davvero che quel tempo ritorni, ma ricordo quei giorni…”. Niente di più e niente di meno rispetto a un normale manifesto elettorale sinistrorso, insomma. Versione originale di Francesco Guccini. Avere un figlio: la scelta della maternità …, Idrante, un presidio fondamentale per la sicurezza. Quattro stracci è una canzone che libera i freni a una fantasia (Un tipo perso dietro le nuvole e la poesia) bloccata da un rapporto dominato dall’incessante silenzio dei cuori e il pesante rumore della distanza tra due esseri oramai troppo diversi ed incompatibili, in un grido che suona come un plateale invito ad uscire dalla porta sul retro e a seguire una strada non più percorribile da entrambi (Ma io qui ti inchiodo a quei tuoi pensieri / Quei quattro stracci in cui hai buttato l’ieri / Persa a cercar per sempre quello che non c’è). Della vicenda legata a “Dio è morto” penso in molti siano informati. E te li senti dentro quei legami: i riti antichi e i miti del passato, e te li senti dentro come mani, ma non comprendi più il significato. Non mi son dato un criterio, per buttar giù pensieri ed elucubrazioni, per cui chiedo pazienza e comprensione, alla fine sono soltanto un povero nerd banalmente malato di cantautorato…, Già, perché se uno parla di Guccini, allora pensa immediatamente a “Trionfi la giustizia proletaria!” o all’altrettanto famoso “Lunga e diritta correva la strada, l’auto veloce correva!”. 8-ago-2018 - Esplora la bacheca "Francesco Guccini" di BEPPE su Pinterest. To find out more, including GDPR Compliance and how to control cookies, see our Privacy, Cookie & GDPR Policy, Mostra tutti gli articoli di Roberto Dessi, Scopri come i tuoi dati vengono elaborati, Il Mostro di Firenze e le strane telefonate, Giudizi Universali: il significato del testo di Samuele Bersani. Versione originale di Francesco Guccini. Personaggi o semplici persone, incontrate o da rammentare, sentieri umani da scoprire e ritrovare. Toggle search bar Citazioni e aforismi Frasi d'amore … Tanti Auguri, Francesco, nato il 14 giugno 1940. User area. Cosa aspetti? In qualche maniera anche “Cristoforo Colombo” e “Bisanzio” possono essere considerati dei pezzi politici, ma in questi due casi la metafora attraverso cui si raccontano i brani è talmente intrisa di umanità da diventare essa stessa la vera identità delle canzoni, con, rispettivamente, il navigatore genovese e Filemazio a narrarci i dubbi, le domande, le preoccupazioni e l’intensità del vivere delle loro storie. Quattro stracci, compresa nel bellissimo disco D’amore, di morte e di altre sciocchezze (1996), è una delle ballate più rabbiose di Guccini, nata dall’incomprensione della fine di un rapporto che, come sempre accade, fisiologicamente porta con sé un pizzico di rancore, di criticismo e la voglia di smentire le ragioni del suo vissuto: la trama comune è l’incomunicabilità tra i due attori della storia (Sigaretta o penna nella mia destra / Simboli frivoli che non hai amato mai), talmente fitta da radicarsi dentro la propria insita personalità (Quello che ho addosso non ti è mai piaciuto / Racconto e dico e ti sembro muto / Fumare e scrivere ti suona strano), la quale, feroce come un animale imprigionato, reclama la propria libertà d’essere (Ma io sono fiero del mio sognare / Di questo eterno mio incespicare), finalmente indomita per potersi mostrare in tutti i propri fieri limiti (Non sai che ci vuole scienza / Ci vuol costanza, ad invecchiare senza maturità) e pronta a raccontare la sua nuova identità, senza catene alle proprie parole o idee (Ognuno vada dove vuole andare / Ognuno invecchi come gli pare / Ma non raccontare a me che cos’è la libertà). L’elemento dell’intimità è forte ma, allo stesso tempo, timido, proprio come un giovane che ha appena appreso i colori della vita dopo il primo bacio, come a sottolineare come un sentimento così nobile ringiovanisca e regali la giusta attenzione verso dettagli unici e magnifici (Vorrei restare per sempre in un posto solo / Per ascoltare il suono del tuo parlare / E guardare stupito il lancio, la grazia, il volo / Impliciti dentro al semplice tuo camminare), con il coraggio o sorridente ingenuità di credere e sperare, che questo tempo di amore e di altre sciocchezze, possa durare per l’eterno (Vorrei cantare il canto delle tue mani / Giocare con te un eterno gioco proibito / Che l’oggi restasse oggi senza domani / O domani potesse tendere all’infinito). Vorrei nasce e diventa la più intima dichiarazione del cantautore: a differenza del passato, in questo pezzo Guccini sembra non aver paura di slegare le proprie emozioni, lasciandole libere di perdersi nella ricerca di un nuovo amore (Vorrei conoscer l’odore del tuo paese), di una rinnovata voglia di sentirsi parte di un sentimento d’unione (Vorrei che gli amici tuoi tutti mi parlassero / Come se amici fossimo sempre stati) capace di abbracciare ogni cosa (Vorrei incontrare le pietre, le strade, gli usci), di scoprirsi e riscoprirsi nell’altro (Vorrei con te da solo sempre viaggiare / Scoprire quello che intorno c’è da scoprire / Per raccontarti e poi farmi raccontare), con addosso quella sensazione di rinascita del proprio universo, che solo un incontro speciale può riuscire a creare (Vorrei tornare nei posti dove son stato / Spiegarti di quanto tutto sia poi diverso / E per farmi da te spiegare cos’è cambiato / E quale sapore nuovo abbia l’universo). Farewell è contenuta nell’album Parnassius Guccinii (1994): dedicata alla storica compagna Angela, madre di sua figlia Teresa, è un album di ricordi che il cantautore sfoglia partendo dall’incontro in giovinezza (E sorridevi e sapevi sorridere / Coi tuoi vent’anni portati così) di una sensazione tanto elevata quanto difficile da afferrare (Come si sente la voglia di vivere / Che scoppia un giorno e non spieghi il perché), maturata sera dopo sera (E sentire i tuoi passi che arrivano / Il ticchettare del tuo buonumore). Quanti tempi e quante vite sono scivolate via da te come il fiume che ti passa attorno tu che hai visto nascere e morire gli antenati miei lentamente, giorno dopo giorno ed io l’ultimo ti chiedo se conosci in me qualche segno, qualche traccia di ogni vita o se solamente io ricerco in te risposta ad ogni cosa non capita. Guccini è un apprezzato cantautore, emiliano come noi, ma per noi che siamo cresciuti con Mtv, non era altro che uno di quelli della “vecchia guardia”con la “R” moscia, di cui non valeva più di tanto la pena interessarsi (sì, siamo proprio ignoranti musicalmente parlando!). E dire che “Venezia” è una canzone per un’amica. Sono un “Fondamentalista Gucciniano”. SCARICO INTASATO? La ballata che fa da tappeto di note per il testo di “Canzone delle colombe e del fiore” rimanda a esotici scenari, ma a me rimane dentro sopratTutto la voglia del cantore di comunicare alla bramata amata (forse bramata e amata, in verità) il desiderio struggente di averla. Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Anzi, la dico meglio: mi ritengo un “Gucciniano d’Assalto”, quasi per prendermi in giro da solo. Canzone preterintenzionale. Lo sapevo. Sì, è una canzone galoppante e melodicamente intensa. L’ora vola e il vino amico o ammazza o li consola, e il vino li fa vivere o morire e la tristezza solita o li uccide o se ne va…”. Come già accennato qua e là è l’aspetto memoriale e del tempo che scorre che torna, ritorna, immerge i significati, ne trova ulteriori, li combina e li scombina all’infinito, a palesarsi come fondamentale, nelle canzoni di Guccini. Scrive, suona, studia. Là babeliche torri di cristallo già più alte del cielo fan subire al tuo cuore uno stallo come a un Icaro in volo dove da una prigione a una Luna d’amianto l’uomo morto camminadove il Giorno del Ringraziamento il tacchino in cucina e mentre sciami assordanti d’aerei circondano di ragnatele quell’inutile America amara leva l’ancora e alza le vele.” (cit. Mirabile esempio di cesellata, se vogliamo anche pedante e retorica, poesia per canzone è il nuovo album “D'amore … “Canzone quasi d’amore” non è una canzone d’amore o lo è solo in parte. Parnassius Guccinii (1993) è il sedicesimo album di Francesco Guccini e La canzone Farewell è dedicata alla compagna Angela, la madre di sua... Canzoni d'Amore Italiane Le più belle 100 Canzoni d’Amore … Partendo dall’ovvio riferimento a Omero, fino a Dante. Di Francesco Guccini, ma pure in generale. Chi, del resto, non ha mai avuto qualche attacco di nostalgia? Però ne sono fiero. Ebbene, “Incontro” è una canzone davvero particolare, di quelle che quasi rovinano il concetto di banalità, perché ti collocano indifeso e sprovvisto di copertura emotiva di fronte a una serie di verità acclarate d’improvviso, a margine del breve racconto melodico di una cena con una vecchia amica, che poi era pure una vecchia fiamma del Francescone. Francesco Guccini è un cantautore, compositore, scrittore e attore italiano. Me lo immaginavo. (Canzone di notte n. 2, 1976) E un’ altra volta è notte e suono, non so nemmeno io per che motivo, forse perché son vivo o forse per sentirmi meno solo o forse perché a notte vivon strani fantasmi e sogni vani che danno quell’ipocondria ben nota, poi… la bottiglia è vuota… (Canzone …
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